Cinema - cortometraggi
IL RAGNO, LA MOSCA
Italia, 2005
Regia di Emanuele Scaringi
Interpreti: Marco Giallini, Valerio Mastandrea,
Rolando Ravello e Lele Vannoli.
Il cortometraggio ha vinto il premio della giuria dello Short Film Contest, organizzato da Sony nell'ambito della 62esima Mostra Internazionale D'Arte Cinematografica di Venezia.
PHOTO GALLERY
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Sinossi: La giornata è appena iniziata e l'agente Giallo è già stanco e con un mal di testa micidiale.
Anche Valerio, il portantino, ha cominciato la giornata con un forte mal di testa.
Girano per la città, pronto intervento.
Una nenia infantile (il ragno, la mosca) gli fa da sottofondo. Rolando, un tipo messo male in arnese, osserva dalla moto il via vai del mercato.
S'avvicina, con fare cortese a un'anziana signora e si offre di darle una mano con la spesa.
Quando questa finalmente accetta il suo aiuto tenta di rapinarla, ma l'arzilla nonnetta si rivela una buona boxer e con un jab colpisce Rolando, salvo poi inciampare e cadere rovinosamente sull'asfalto.
Rolando spaventato lascia la borsa, corre alla moto e parte lontano, non molto. Lele un tranquillo padre di famiglia sta uscendo dal garage. In auto tre bambine pressoché identiche cantano il ragno, la mosca.
L'ambulanza procede a velocità spedita, la volante della polizia idem. Tutti verso un medesimo incrocio...
Note di regia: Volevo girare il cortometraggio fuori dalla solita Roma del centro. E' sempre difficile fare un cortometraggio: per i mezzi, per i tempi, per la narrazione che quasi obbliga a un finale a barzelletta. E' difficile perchè bisogna essere veloci, non tirarla per le lunghe e essere abbastanza smaliziati da risultare affascinanti. Col rischio, da una parte, di aver fatto un sermone, dall'altra di non aver raccontato nulla. Io avevo voglia di ballare, col rischio dell'esercizio di stile. Volevo raccontare uno scippo dal punto di vista di tre bambine, attraverso la loro immaginazione, muovendomi in una commedia che non è propriamente quella all'italiana. Ho giocato e provato a raccontare una Roma di periferia, senza per forza dover raccontare 'i mali' della periferia. Volevo un corto di strada, musica black e funk anni '70. Volevo divertissment. Certo, poi se uno guarda alcuni dettagli si coglie chi sei e da dove vieni. Basta vedere un certo cinismo o fare attenzione a una sciarpa legata ad un albero.





